people who comes here

4.2.12

Ho cambiato #credo


Piove a dirotto. Traffico. A Napoli vige la regola del chi suona più forte passa.
In 7 giorni da queste parti solo 30 minuti di grandine. L’unica cosa bianca per strada è l’intonaco scorticato.
7 giorni dalle 10 alle 24 in Rai. Montaggio no stop. 10 pasti in mensa, 4 brufoli in 24 ore, una palpebra tremolante, un inizio di sciatalgia.
Ma venerdi si torna a casa.
Parto da Napoli alle 14.40 di ieri. Scopro che gli autobus non partono.
Provo a sapere da qualcuno qualcosa ma qualcuno di quel qualcosa non sa nulla. Decido che Un McDonald sarà un rifugio. Ordino un McFlurry. Mi ricorda il liceo il filone il BigMac a montesilvano.
Che cazzo faccio? Twitto:
  • McFlurry con smarties. Un modo fantasioso di dire "gelato al colorante" #McDonald 
  • un signore cinese fa ballare a ritmo di lady gaga un minipony fucsia uscito dall'HappyMeal. ci dev'essere qualcosa di malsano in questo posto
  • la bambina con il pony ha capito le mie intenzioni. lo sta nascondendo nella borsa della madre.c servirebbe uno scippo (pic.twitter del pony)
  • “Chicken legend,se non lo provi il pollo sei tu" McDonald è sempre stato uno che con la psicologia umana ci sa proprio fare #sapevatelo

M’intrattengo piacevolmente. Forse è meglio partire alle 17.30.
C’è del terrorismo psicologico verso gli autisti da parte di una signora che deve portare bomboniere a Rivisondoli. Gli autisti affranti ci comunicano dopo un’altra ora che gli autobus non partiranno.
Un gentile ennesimo autista vorrebbe darmi un passaggio per Lecce passando da Taranto. Sono solo 6 ore di bus. Poi le linee sull’adriatica sono libere e potrei tornare a casa. Non mi convince e lo ringrazio lo stesso. Non sarei riuscita a trattenere la pipì per più di tre ore consecutive.
Resto a Napoli. L’albergo si chiama Star hotel e quindi mi sento a casa. Si trova sulla stazione, non ha serrande ne tapparelle ne otturatori ne finestre spesse e la regola del chi suona più forte passa vige anche di notte.
Decido di provare a partire stamattina alle 10.
L’autobus stavolta parte, ma l’autista, prima di farci salire, ci conforta: “A vostro rischio e pericolo. un altro autobus è rimasto incastrato in mezzo alla neve a Castel di Sangro a zero gradi con la gente chiusa dentro”
 Le parole rischio e pericolo non mi convincono. Rinuncio, dirotto il percorso verso la stazione dei treni. Cambio destinazione. Roma. Primo ritardo 130’. Compro due libri alla feltrinelli per ammazzare il tempo. Mi accorgo di aver letto quello delle 8.45. il mio è in orario. Non dovrò ammazzare nessuno. Il treno parte alle 10.48 puntuale. Arriva alle 13 non puntuale. Insieme al treno partono i Tweet.
  • TT #neve. frustrata. sono riuscita in una settimana a immortalare giusto due chicchi di grandine.
  • tiè. c'ho la foto della neve pure io (pic.twitter scattata da Internazionale con Kabul sotto la neve0)
  • #instagram come un reportage di scatti dall'Ucraina
  • sono come San Tommaso. ora credo (pic.twitter della vera neve1)
  • #termini sembra Berlino d'inverno dopo un bombardamento USA
  • amo la gente che sfoggia sgargianti look 80. il piumino metallizzato è un #must affascinante

Entro in Metro. C’è gente confusa tanto da prendersi a calci.
  • #Metro #Roma. Tarantino potrebbe imparare un pó di violenza
  • #Metro #Roma panico ingiustificato. siate tranquilli. mancano ancora10 mesi alla dichiarazione dei redditi.
  • #Metro #Roma un uomo con lo snowboard in metro. spero stia solo partendo per Roccaraso
  • ho visto più #moonboot sul tram che a Passo Lanciano #sapevatelo 

In realtà non sono ancora sul tram. Sono sicura di salirci e commento i moonboot delle signore che stanno per salirci come me.
Ma il tram non arriva e non parte. Decido di provare con l’ennesimo autobus. Mi muovo e mi sento in un B-movie. Arriva un pulmino che blocca la strada mentre schizzi di palloni di neve colpiscono i passanti. Non parte nemmeno un autobus.
Alzo lo sguardo verso Villa borghese: come Merano 2000 ma senza funivia, mi ricorda l’unica volta che ho provato a sciare. E mi ricorda che la neve mi ha sempre fatto schifo.
L’unica soluzione è farsela a piedi. Comincio ad intuire la complessità della mia decisione quando la suola del mocassino perde aderenza al primo passo in strada. Capisco che solo il trolley potrà salvarmi e non sapendolo usare come slittino decido di usarlo come bastone della vecchiaia.
Inizia la mia traversata. I marciapiedi sono innevati. La strada è melma marrone. Ma tra l’affondo e lo strascico preferisco lo strascico.
Ripartono i tweet gestiti da una sola mano.
  •  la gente che camminava piano (pic.twitter del mocassino su neve2)
  • mi sento un Tram (pic.twitter dal centro della strada con neve3)
  • mi guardano i piedi come se fossi una stronza. non capiscono che con i mocassini prima di partire ci si stava bene #solocosebelle
  • non ho perso tempo, ma non avevo melanzane #pupazzodineve (pic.twitter pupazzo di neve4)
  • iè ficcherei er sale nder cu…#sapevatelo
  • oggi indetta a #Roma la giornata Nazionale della Fotografia di strada
  • oggi a #Roma #occupythestreet (pic.twitter al centro della strada con poca neve5)
  • ho visto gente fare footing nella neve. potrei giustificare la Lega (i romani sò na razz è mmerd [whatsApp])
  • 45 minuti di passeggiata di fondo con mocassino e trolley. e poi essere accolta con i coriandoli (instagram.am di portone con coriandoli a terra)


E’ stato in quel momento che ho ricordato l’oroscopo di Brezsny sull’Internazionale, sul quale ho passato 45 minuti del mio viaggio in eurostar.

Probabilmente la prossima settimana sarà stranamente priva di preoccupazioni e frustrazioni. Questo significa che non avrai diritto di lamentarti come al solito. Pensi di poterlo sopportare o credi che di fronte alla prospettiva di avere così poco di cui lagnarti ti sentirai defraudato? Se così fosse, ho compilato una lista di false seccature alle quali puoi appigliarti. 1. “Il mio iPhone non accende le sigarette”. 2. “Quando prendo un fazzolettino di carta dalla scatola, quello successivo non spunta fuori magicamente”. 3. “Ho finito l’acqua in bottiglia e adesso devo bere quella del rubinetto”. 4. “Il mio gatto ha più richieste di amicizia di me su Facebook”. 5. “Quando qualcuno mi dice che invece di lamentarmi dovrei essere riconoscente per tutto quello che ho, mi sento in colpa”

#Brezsny ti suggerisco per il prossimo numero:
1.il mio iPhone non sparge sale
2.Quando devo soffiarmi il naso i fazzoletti sono già usati e le dita pure
3.ho finito l'acqua ma non posso mangiare la neve
4.la #neve ha più follower di me
5.mi sento in colpa a non lamentarmi mai.

Non avrei immaginato che twittare al posto di imprecare avrebbe cambiato il mio modo di #incazzarmi.




8.12.11

Marco Carlo Virginia. Alice nella città 3



ci sono mille new york. quella sotterranea. la metropoli splendida  e luminosa. la città multietnica che da quartiere a quartiere cambia volto e ti lascia l'impressione di aver girato tutto il mondo in un solo istante. la new york rumorosa, quella ritmica e accesa dalla musica. c'è la big apple di chi corre continuamente o lavora senza sosta. e la città invasa di arte, musei, gallerie e nuove idee. è li che cerco italiani che mi possano raccontare un pezzo di metropoli che pullula di creatività.

Mike Alaska. Alice nella città 2






Mike Alaska is one of the most famous New York subway's drummer and performer
Alice met him in Jersey city, Journal Square, in a trip through his story, dreams, music and hopes. Final destination is Union square, where Mike usually plays almost everyday, on L line, the place where locals, musicians and tourists meet in the heart of the City, melted by melodies and trains rhythm.

Olivia Arturo Renato. Alice nella città 1



Era questa la mia prima impressione di NY: essere minuscoli ma sentirsi a casa.

Ti accorgi che tutti seguono la loro strada, ma è come se fossi immerso in un flusso comune di idee e speranze.

Quando ho deciso di partire volevo cercare degli stimoli che mi mancavano in Italia, ho trovato storie forti, di viaggi senza ritorno, di scommesse e rivincite.

Pensavo che il sogno americano fosse morto da tempo, mi sbagliavo. è il sogno che ognuno si porta dietro quando, usciti dalla metro, sotto il primo grattacielo, in mezzo a persone di tutto il mondo, ti rendi conto che se davvero vuoi, puoi riuscirci.

Vi racconto le storie di giovani italiani che sono partiti per realizzare un’idea che avevano da tempo. Mi hanno accompagnata in un viaggio attraverso i loro luoghi, per le strade della grande mela, tra i riflessi dei grattacieli e il sole di NY.

Mi hanno insegnato ad avere un coraggio più consapevole, a cambiare, quando serve, il punto di vista, a tentare anche quando tutto sembra troppo gigante. Perché li, è un po’ come stare sulle spalle dei giganti.

Alice in NY




giovedì alle 15
venerdì alle 20.30
su Rete8
Alice nella città NY

9.10.11

Alice is coming back in the City


dal 20 ottobre torna l'appuntamento con "Alice nella città. NY"
il giovedì alle 15 e il venerdì alle 20.30 sempre su Rete8 sarò tra le strade di New york per scoprire storie, personaggi e luoghi della grande mela, raccontando un percorso personale che mi ha trasformata. 
Due saranno gli appuntamenti
italians dream it better, storie di italiani partiti per rincorrere il sogno americano tra difficoltà, speranze e rivincite.
sublives, musicisti della metropolitana, ballerine di burlesque e artisti in cerca di successo, attraversano le arterie della metropolitana new yorkese raccontando la loro vita che anima la vita frenetica della città.

tutte le puntate su www.alicenellacittà.net

8.6.11

l'arte di correre

Quando corro, semplicemente corro. In teoria nel vuoto. O viceversa, è anche possibile che io corra per raggiungere il vuoto.





Chi mai si darebbe la pena di mettersi alla prova in discipline che succhiano le nostre energie e il nostro tempo? Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un istante, la sensazione autentica di vivere. Raggiungiamo la consapevolezza che la qualità del vivere non si trova in valori misurabili in voti, numeri e gradi, ma è insita nell'azione stessa, vi scorre dentro. Quando tutto va bene. 

Per il momento la spiegazione mi sembra lontana. In conclusione, ciò che posso dire è soltanto questo: forse la vita è così. Forse è una cosa che dobbiamo semplicemente accettare, a prescindere da ragioni e circostanze. Come le tasse, come i flussi delle maree, come la morte di John Lennon, come un errore dell'arbistro durante i campionati del mondo

Murakami Haruki. L'arte di correre.






31.5.11

Are we ready for the future?

and for a partecipative culture?


YouTube e Second Life, i due elementi che hanno dato una grossa spinta alla cultura partecipativa.
 Il primo rappresenta questa ricca e ibrida ecologia mediale dove vanno confluendo le forme più disparate di fan culture e produzione amatoriale. È anche il luogo in cui tale produzione, legale e illegale, va confrontandosi apertamente con i corporate media sul terreno giuridico. 
YouTube, che viene usato anche dal mondo non profit, dagli attivisti politici e dai semplici utenti, è divenuto il nuovo luogo d'incontro della cultura partecipativa sul web. È il canale di distribuzione mancante per la produzione amatoriale di buon livello e il coagulante di un'enorme massa critica raggiunta in un periodo di tempo relativamente breve.
Nel contempo assistiamo all'emergere di Second Life come ambiente virtuale polivalente dove è la comunità stessa a produrre la realtà. L’intero sistema è andato materializzandosi sotto la spinta di fantasie collettive e dell'attivismo dei singoli. Uno spazio in cui coesistono professionisti e dilettanti, dove l'alfabetizzazione nell'uso dei media si integra con le produzioni delle grandi corporation. Tutti soggetti che usano Secondo Life per sperimentare nuovi approcci, per mettere alla prova nuove identità, relazioni e attività imprenditoriali di tipo nuovo. E ormai sono entrambi fenomeni di portata globale, che riguardano persone di ogni Paese del mondo.
(from an interview to Henry Jenkins)

how could we create a partecipative culture?

my Shangri-la

Shangri-La è il nome di un luogo immaginario.
E' descritto nel romanzo Orizzonte perduto, scritto da James Hilton nel 1933.
L'idea giunse a James Hilton dalle letture delle memorie dei gesuiti che avevano soggiornato in Tibet e che erano venuti a conoscenza delle tradizioni legate al Kalachakra Tantra in cui si descrive un mitico regno di Shambhala.
Nel romanzo di Hilton si parla di un luogo racchiuso nell'estremità occidentale dell'Himalaya nel quale si vedevano meravigliosi paesaggi, e dove il tempo si era quasi fermato, in un ambiente di pace e tranquillità. Shangri-La era organizzato come una comunità lama perfetta.
 Dalla comunità erano bandite, non a norma di legge ma per convinzione comune, tutta una serie di umane debolezze (odio, invidia, avidità, insolenza, avarizia, ira, adulterio, adulazione e via discorrendo), facendone un eden materiale e spirituale.
Gli abitanti oltre a produrre cibo nella misura strettamente necessaria, dedicavano il resto della giornata all'evoluzione della conoscenza interiore, alla scienza e alla produzione di opere d'arte. 
Il successo di questo romanzo nella società dell'epoca diede origine al mito: così sognatori, avventurieri ed esploratori provarono a trovare questo paradiso perduto.


it's the end of a perfect day for all the surfer boys and girls
The suns dropping down in the bay and falling off the world
There's a diamond in the sky, our evening stone in our Shangri-La

Get that fire burning strong right here and right now
Its here and then its gone, theres no secret anyhow.
We may never love again to the music of guitars in our 
Shangri-La


Tonight your beauty burns into my memory
The wheel of heaven turns above us endlessly
This is all the heaven we got, right here where we are in our Shangri-La.

Tonight your beauty burns into my memory
The wheel of heaven turns above us endlessly
This is all the heaven we got, right here where we are in our Shangri-La.

In our Shangri-La
In our Shangri-La


Our shangri-la  Mark Knopfler


Shangri-la The Kinks

interview 2.0 GstyleYoung 2




the second part of the interview done for Gstyle Young. thanks to Cristiano Rinaldi, Sara and Giulio Gennari.