Piove a dirotto. Traffico. A Napoli vige la regola del chi suona più forte passa.
In 7 giorni da queste parti solo 30 minuti di grandine. L’unica cosa bianca per strada è l’intonaco scorticato.
7 giorni dalle 10 alle 24 in Rai. Montaggio no stop. 10 pasti in mensa, 4 brufoli in 24 ore, una palpebra tremolante, un inizio di sciatalgia.
Ma venerdi si torna a casa.
Parto da Napoli alle 14.40 di ieri. Scopro che gli autobus non partono.
Provo a sapere da qualcuno qualcosa ma qualcuno di quel qualcosa non sa nulla. Decido che Un McDonald sarà un rifugio. Ordino un McFlurry. Mi ricorda il liceo il filone il BigMac a montesilvano.
Che cazzo faccio? Twitto:
- McFlurry con smarties. Un modo fantasioso di dire "gelato al colorante" #McDonald
- un signore cinese fa ballare a ritmo di lady gaga un minipony fucsia uscito dall'HappyMeal. ci dev'essere qualcosa di malsano in questo posto
- la bambina con il pony ha capito le mie intenzioni. lo sta nascondendo nella borsa della madre.c servirebbe uno scippo (pic.twitter del pony)
- “Chicken legend,se non lo provi il pollo sei tu" McDonald è sempre stato uno che con la psicologia umana ci sa proprio fare #sapevatelo
M’intrattengo piacevolmente. Forse è meglio partire alle 17.30.
C’è del terrorismo psicologico verso gli autisti da parte di una signora che deve portare bomboniere a Rivisondoli. Gli autisti affranti ci comunicano dopo un’altra ora che gli autobus non partiranno.
Un gentile ennesimo autista vorrebbe darmi un passaggio per Lecce passando da Taranto. Sono solo 6 ore di bus. Poi le linee sull’adriatica sono libere e potrei tornare a casa. Non mi convince e lo ringrazio lo stesso. Non sarei riuscita a trattenere la pipì per più di tre ore consecutive.
Resto a Napoli. L’albergo si chiama Star hotel e quindi mi sento a casa. Si trova sulla stazione, non ha serrande ne tapparelle ne otturatori ne finestre spesse e la regola del chi suona più forte passa vige anche di notte.
Decido di provare a partire stamattina alle 10.
L’autobus stavolta parte, ma l’autista, prima di farci salire, ci conforta: “A vostro rischio e pericolo. un altro autobus è rimasto incastrato in mezzo alla neve a Castel di Sangro a zero gradi con la gente chiusa dentro”
Le parole rischio e pericolo non mi convincono. Rinuncio, dirotto il percorso verso la stazione dei treni. Cambio destinazione. Roma. Primo ritardo 130’. Compro due libri alla feltrinelli per ammazzare il tempo. Mi accorgo di aver letto quello delle 8.45. il mio è in orario. Non dovrò ammazzare nessuno. Il treno parte alle 10.48 puntuale. Arriva alle 13 non puntuale. Insieme al treno partono i Tweet.
- TT #neve. frustrata. sono riuscita in una settimana a immortalare giusto due chicchi di grandine.
- tiè. c'ho la foto della neve pure io (pic.twitter scattata da Internazionale con Kabul sotto la neve0)
- #instagram come un reportage di scatti dall'Ucraina
- sono come San Tommaso. ora credo (pic.twitter della vera neve1)
- #termini sembra Berlino d'inverno dopo un bombardamento USA
- amo la gente che sfoggia sgargianti look 80. il piumino metallizzato è un #must affascinante
Entro in Metro. C’è gente confusa tanto da prendersi a calci.
- #Metro #Roma. Tarantino potrebbe imparare un pó di violenza
- #Metro #Roma panico ingiustificato. siate tranquilli. mancano ancora10 mesi alla dichiarazione dei redditi.
- #Metro #Roma un uomo con lo snowboard in metro. spero stia solo partendo per Roccaraso
- ho visto più #moonboot sul tram che a Passo Lanciano #sapevatelo
In realtà non sono ancora sul tram. Sono sicura di salirci e commento i moonboot delle signore che stanno per salirci come me.
Ma il tram non arriva e non parte. Decido di provare con l’ennesimo autobus. Mi muovo e mi sento in un B-movie. Arriva un pulmino che blocca la strada mentre schizzi di palloni di neve colpiscono i passanti. Non parte nemmeno un autobus.
Alzo lo sguardo verso Villa borghese: come Merano 2000 ma senza funivia, mi ricorda l’unica volta che ho provato a sciare. E mi ricorda che la neve mi ha sempre fatto schifo.
L’unica soluzione è farsela a piedi. Comincio ad intuire la complessità della mia decisione quando la suola del mocassino perde aderenza al primo passo in strada. Capisco che solo il trolley potrà salvarmi e non sapendolo usare come slittino decido di usarlo come bastone della vecchiaia.
Inizia la mia traversata. I marciapiedi sono innevati. La strada è melma marrone. Ma tra l’affondo e lo strascico preferisco lo strascico.
Ripartono i tweet gestiti da una sola mano.
- la gente che camminava piano (pic.twitter del mocassino su neve2)
- mi sento un Tram (pic.twitter dal centro della strada con neve3)
- mi guardano i piedi come se fossi una stronza. non capiscono che con i mocassini prima di partire ci si stava bene #solocosebelle
- non ho perso tempo, ma non avevo melanzane #pupazzodineve (pic.twitter pupazzo di neve4)
- iè ficcherei er sale nder cu…#sapevatelo
- oggi indetta a #Roma la giornata Nazionale della Fotografia di strada
- oggi a #Roma #occupythestreet (pic.twitter al centro della strada con poca neve5)
- ho visto gente fare footing nella neve. potrei giustificare la Lega (i romani sò na razz è mmerd [whatsApp])
- 45 minuti di passeggiata di fondo con mocassino e trolley. e poi essere accolta con i coriandoli (instagram.am di portone con coriandoli a terra)
E’ stato in quel momento che ho ricordato l’oroscopo di Brezsny sull’Internazionale, sul quale ho passato 45 minuti del mio viaggio in eurostar.
Probabilmente la prossima settimana sarà stranamente priva di preoccupazioni e frustrazioni. Questo significa che non avrai diritto di lamentarti come al solito. Pensi di poterlo sopportare o credi che di fronte alla prospettiva di avere così poco di cui lagnarti ti sentirai defraudato? Se così fosse, ho compilato una lista di false seccature alle quali puoi appigliarti. 1. “Il mio iPhone non accende le sigarette”. 2. “Quando prendo un fazzolettino di carta dalla scatola, quello successivo non spunta fuori magicamente”. 3. “Ho finito l’acqua in bottiglia e adesso devo bere quella del rubinetto”. 4. “Il mio gatto ha più richieste di amicizia di me su Facebook”. 5. “Quando qualcuno mi dice che invece di lamentarmi dovrei essere riconoscente per tutto quello che ho, mi sento in colpa”
#Brezsny ti suggerisco per il prossimo numero:
1.il mio iPhone non sparge sale
2.Quando devo soffiarmi il naso i fazzoletti sono già usati e le dita pure
3.ho finito l'acqua ma non posso mangiare la neve
4.la #neve ha più follower di me
5.mi sento in colpa a non lamentarmi mai.
Non avrei immaginato che twittare al posto di imprecare avrebbe cambiato il mio modo di #incazzarmi.





